Libri:
"Di altre Metamorfosi", a Stefano Valente il premio "Linguaggi
Neokulturali"
di Mauro Cifelli (RomaToday)
Lo scrittore romano si aggiudica l'edizione 2013 del Premio
Nazionale. Le tematiche a sfondo filosofico, religioso, esoterico, sociale
al centro del suo ultimo lavoro
Si è aggiudicato l'edizione 2013 del Premio Nazionale
“Linguaggi Neokulturali”. A vincere la palma il
romanzo inedito di Stefano Valente, scrittore romano
nato nella Capitale nel 1963, dove vive e lavora. Laureato
in Glottologia, è lusitanista e studioso delle lingue e letterature
ibero-romanze.
ROMANZI E NARRATIVA - Dopo varie esperienze di traduzione,
giornalismo free-lance (soprattutto per testate latinoamericane e canadesi)
e di sceneggiatura, nonché come illustratore e disegnatore di
fumetti, sceglie la scrittura quale forma creativa primaria.Vincitore
di numerosi concorsi per il romanzo inedito e per la narrativa breve,
la sua prima opera edita è il romanzo storico "Del
Morbo - Una cronaca del 1770" (Serarcangeli editore,
2004), Premio Athanor 2004. Successivamente pubblica
in Italia il thriller esoterico "Lo
Specchio di Orfeo" (Edizioni Liberamente, 2008) che
viene tradotto in Portogallo ("O Espelho
de Orfeu" - Ésquilo Edições).
PREMIO LINGUAGGI NEOKULTURALI - Nel 2013 vince il premio
nazionale per il romanzo inedito “Linguaggi Neokulturali”
con l’opera “Di altre Metamorfosi”
che i lettori e la giuria di qualità (composta da addetti ai
lavori: agenti letterari, direttori editoriali, scrittori e giornalisti)
giudica prima su 2046 testi in concorso.
TESTO INNOVATIVO - Questa la scheda del romanzo redatta
dalla scrittrice Silvia Longo: "Di Altre Metamorfosi è
in assoluto il testo più innovativo, dal mio punto di vista.
Per l’argomento coraggioso (non è da tutti affrontare tematiche
a sfondo filosofico, religioso, esoterico, sociale, e scegliere di farlo
così: non con un saggio, sebbene i contenuti vi siano tutti,
ma in narrativa) e per la forma (una sorta di gioco ad incastro di vari
racconti, il cui finale dell’uno coincide con l’inizio del
successivo, in modo pressoché perfetto). Si rimane spiazzati,
nelle prime pagine. Poi, se si decide di dare fiducia all’autore,
ecco che un mondo si spalanca e si offre".
TALENTO DELLA SCRITTURA - Recensione che prosegue:
"Vi è molta consapevolezza in questo autore. Egli dimostra
di conoscere a fondo archetipi e simboli, leggende e miti, culture religiose
e pratiche popolari, addirittura teorie scientifiche su spazio e tempo.
Sebbene prevalga un forte elemento surreale, resta forte la caratterizzazione
dei luoghi geografici descritti, che si fanno visibili e riconoscibili.
E dei personaggi – per quanto poco spazio magari si conceda a
ciascuno di essi. Peraltro si tratta di un romanzo corale, nel quale
ciascuna voce, gradualmente, trova la giusta collocazione. La forma
è precisa, sobria, efficace, colta, e nessun dettaglio è
lasciato al caso. Se fossi un editore, di sicuro mi innamorerei di quest’opera,
di questa penna, e la pubblicherei al volo (…). Nonostante il
fine del concorso non sia la pubblicazione di un testo, ma il riconoscimento
a un talento nuovo, in qualche modo diverso, non omologato, spero ugualmente
– a dispetto di quanto appena affermato – di trovarlo presto
in libreria".
STEFANO VALENTE - Nei suoi romanzi Stefano Valente
ama “giocare” con i diversi generi letterari (spesso incrociandoli
tra loro): dal plot noir-storico al giallo all'horror, dalle cronache
di disgregazione della società contemporanea fino alle “distopie”
del futuro.” Con una scrittura colta, attenta ai vari livelli
di linguaggio, che non teme di sperimentare nuove strutture narrative.
Lo affascina, da sempre, “quell’attimo, quel tratto, comunque
decisivo, in cui l’essere umano agisce – o si estrania –
e nega se stesso scoprendo il suo contrario”. È questo
ciò che insegue e tenta di descrivere.